Lea Monetti

Capire quest’artista complessa ed elegante non è semplice; dietro la delicatezza e la grazia squisitamente femminili dei suoi modi raffinati, a tratti decisamente sofisticati, si nascondono una proposta artistica ed una interpretazione culturale innovativa.

La mela a due morsi.

È la mela di Eva. Sì proprio quella.

La mela del peccato originale che Lea scolpisce da anni, ci fornisce una visione nuova, alternativa a quella classica che vede l’uomo tentato dalla donna. Come riferimento artistico alla visione neoclassica, la Monetti ci propone gli affreschi del Masolino e del Masaccio presenti nella cappella Brancacci della chiesa del Carmine a Firenze. Il Masolino ritrae Eva che con un braccio cinge l’albero di mele, lo stesso albero al quale è avvinghiato il serpente che non a caso ha volto di donna. L’uomo sembra essere titubante ma alla fine accetta.

Lea rifiuta questa visione “un po’ talebana” della donna come figura tentatrice, e, mentre vede l’uomo consenziente, (la sua mela ha due morsi) ritrae Eva nuda ma casta e bellissima. La pura bellezza, valore estetico e morale, diviene qui concetto essenziale.

Sgarbi definisce l’opera della Monetti : ”nuovo foeminesimo” le figure femminili di Lea, secondo Sgarbi, sono “liberate dalla schiavitù dell’occhio maschile”. A mio modo di vedere l’arte di Lea consiste nel proporre una Eva creatrice, madre dell’umanità, con la forza e la consapevolezza della modernità ma con grazia, eleganza, purezza estetica classiche.

La narrazione della genesi, la più geniale interpretazione della nascita del genere umano è un vero e proprio capolavoro che traduce in parabole concetti difficilmente sviscerabili in altro modo se non con l’Arte.

Il peccato originale

L’uomo viveva in uno stato di particolare grazia di beatitudine assoluta, era quasi uguale a Dio ma aveva un limite. Non poteva mangiare la mela!

La mela era l’unica differenza con Dio al quale avrebbe voluto essere uguale in tutto e per tutto. Poteva l’uomo accettare questa condizione?

Ecco il peccato originale, la non accettazione della propria condizione, la ricerca della perfezione assoluta!

Nell’affresco del Masaccio vediamo Adamo ed Eva allontanarsi dal paradiso, contriti e pentiti. Si! Questa l’interpretazione dell’epoca.

Sono nudi e provano vergogna, hanno scoperto la propria natura umana.

La Eva nuda di Lea invece è casta, pura, non prova vergogna, non è provocante, è solo bella come bella può essere solo la vera natura umana

Questa Eva genitrice, è colei che sa condividere, che affronta la propria condizione umana mano nella mano con Adamo. Si tratta della bellezza della consapevolezza, della condivisione delle scelte, la bellezza della vita, nella quale, non dimentichiamolo, Qualcuno è venuto a liberarci, non dal peccato originale, ma dal senso di colpa da esso scaturito. Liberi e consapevoli festeggiamo questa mela della condivisione simbolo di natura e di vita.

Fabio Morandi



Biografia



Pittore, scultore, ritrattista, esperta in tecniche antiche e affresco, Lea Monetti ha seguito i corsi dell’accademia di Firenze per poi passare alla “Scuola della Realtà” di Pietro Annigoni a Firenze negli anni 70. E’ stata poi assistente e restauratrice agli affreschi strappati nello studio di Bruno Saetti a Montepiano.

Ha avuto interessanti approcci con il concettuale ed il materico (vedi catalogo “Premio Giuseppe Friuli 1978″). Carlo Munari la invito’a presentare le sue opere in asfalto all’expo di Bologna ’79 ma Lea rifiutò per tornare alla realtà e riappropriarsene, in controtendenza, con raffinate performance pittoriche.

 

Ha lavorato, indipendente da gruppi, con la galleria Aldobrandeschi di Enzo Micheli dal 1972. Dell’80 è la monografia per la galleria S.Giorgio di Mestre presentata da Mario Lucchesi e Gino Viviani.

Ha lavorato in esclusiva per “Galleria 38″;  la Galleria “Cour du Cigne-Ginevra; la 900 Arte Italiana-Roma e Art Club 2-Roma. Ha realizzato numerose personali in Italia, Svizzera, Germania.

È di quel periodo una mostra di affreschi staccati al Cairo, organizzata dal Ministero degli Esteri e inaugurata dal magnifico rettore dalla università di Eluan, dall’ambasciatore Migliulo che, successivamente, ha promosso una sua personale a Mosca e Wolfsburg. Del 1988 e’ il contratto in esclusiva con il manager Giovan Battista Remo Bianco, eccellente e stimato esperto di pittura contemporanea .

 

Da allora è stata presente a tutti gli Expo e gli eventi più rappresentativi dell’arte internazionale insieme ai fratelli Xavier e Antonio Bueno, Remo Squillantini, Luca Alinari, con quotazione ufficialmente riconosciuta e studio a Firenze e Pietrasanta. (Monografia RGB, ed.Bora 1996 ).

 

Con G.B.R.Bianco, diventato successivamente direttore artistico di ArteCapital e TeleMarket, la Monetti rifiuta il sistema delle vendite televisive e, dopo la personale alla Galleria “Arte Capital” a Brescia, inizia un lungo e solitario percorso di esposizioni personali che la portano dal Museo della B.M.W. di Monaco di Baviera, a Berlino ed inizia un fortunato tour di mostre personali nell’Europa settentrionale durato 10 anni con grande successo personale e artistico.

Rientrata a lavorare in Italia  come scultore per la “‘900 Arte Italiana”; la “Eldek” e “Art Club2″ di Roma, nel 2000 ha sospeso l’attività artistica per restaurare un casale in Maremma e creare una fiorente azienda agrituristica come imprenditore agricolo.

Per circa dieci anni si e’ divisa fra attività di imprenditore turistico ed edile per organizzare l’assetto delle responsabilità familiari ma, anche durante la sua quasi inattività artistica ha realizzato poesia visiva in video art. Le sue opere, giacenti presso musei pubblici e privati, sono state presentatei in prestigiose esposizioni unite a nomi storicizzati ( Pericle Fazzini, Franco Gentilini, Antonio Ligabue…ecc.)

 

Ha realizzato numerose opere per luoghi pubblici e sacri. E’ del 1987 l’affresco “ Paradiso Terrestre” dove Adamo volta le spalle al serpente per prendere le mele offerte da un angelo, a testimonianza del suo rapporto contraddittorio con la mela mitica.

 

Nel 2011 ha ripreso l’attività espositiva a Firenze.

Il lavoro di Lea è stato equiparato dai critici d’arte a Frida Kahlo e Artemisia Gentileschi. V. Sgarbi inserisce la scultura della Monetti fra le maggiori del 900 italiano

Per le sue qualità artistiche ed umane, Lea Monetti ha ricevuto numerosi riconoscimenti, fra cui la nomina di Commendatore della Repubblica, P.H.F. Rotary International Club. è nominata “Paiolante D’onore” della Antica Compagnia del Paiolo fiorentina e candidata al Grifone d’Oro della sua città. Nel 2000

e’ nominata Accademico Corrispondente della Accademia delle Arti e del Disegno di Attualmente è presente in: 2Art Club 2-Roma; Galleria Frilli-Firenze. Gall.Dei Fossi-Firenze; Arte Interni Brescia; Gall. La Ducale-Bergamo, Nobile Old Masters Gallery,  Bologna Parigi.Galleria Laocoonte- Roma

 

 



Esposizioni



Esposizioni personali recenti:

2000: Accademia dei Georgofili – Firenze ;

2001: Galleria Dei Benci- Firenze.

2002 Palazzo Chigi Zondadari- San Quirico D’Orcia (SI);

2012: “Lea Monetti-L’Amore Ritrovato” Galleria Il Cancello-Firenze

2012 “Omaggio a G.B.R.Bianco” Sala Consiliare-Fiesole FI.

2013: “In Principio fu Eva” Palazzo Medici Riccardi,Firenze. Presenta Giovanni Faccenda.

2014: ” In Principio fu Eva … e poi? ”

Sala delle Colonne-Pontassieve Fi.

Presentata da Vittorio Sgarbi che festeggia il suo ritorno come scultrice ponendola alla pari dignità dei grandi del 900 italiano e la chiama a Expo-Contemporanea- Maestri dell’Arte Italiana-Villa Bagatti Valsecchi-2015.

nel 2016 esegue, per conto di M.F.Apolloni “Laocoonte Madre”bronzo,

Ritratto in bronzo di Piero Cisternino,  2017 Ritratto di Luigi Mansi, 2019 lavora per rifondere, vestite nel bronzo, le nudità delle opere acquistate dagli architetti del magnate Huawei, Shenzhen.

“L’officina De’ Tornabuoni” Firenze , crea un profumo ispirata dalla Scultura Ginestra .

 



OPERE



Narciso
in collaborazione con morandi tappeti
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