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ARTE TOTALE MORANDI TAPPETI
AUGURA BUON NATALE e BUONE FESTE


Marina Romiti

NOTA CRITICA

Conosco Marina Romiti soltanto dal 2007, diversamente da chi ne segue da tanto tempo l’iter espressivo.

La pittrice ha un curriculum professionale che qui non sto ovviamente a rammentare; mi piace subito riflettere sulle doti che l’accompagnano, cioè dire la linearità espressiva, la sensibilità, la comunione con una ricerca portata in essere, nonostante tutto.

Qualcuno dirà “perché nonostante tutto”.

Beh, Marina Romiti appartiene all’universo femminile dove bisogna avere carattere per affermarsi.

La donna artista, infatti è maggiormente caricata di responsabilità mi permetta il pensiero dall’altro universo in cui noi maschi viviamo spesso egoisticamente.

Nella donna c’è la famiglia e il lavoro da insegnante, da operaia e via dicendo, che la carica quasi sempre…ma per fortuna i tempi sono per qualche verso mutati: pensate che il mondo della scultura, della pittura, della fotografia non è stato facile soprattutto nel passato.

Se non vado errato un solo esempio all’istituto d’arte di Pietrasanta le donne hanno potuto accedere solo nel 1961.

Tornando a lei, artista che fa onore a tutte le creative, c’è da notare una costante propensione nel dato tecnico, sia grafico, sia cromatico, come in una ricerca che oggi mi consente o meglio, ci consente di apprezzarne i risultati.

Anche se la seguo da pochi anni, come ho accennato, devo dire che non s’è “adagiata sugli allori”, come si dice, per l’attenzione di bravi addetti ai lavori ed esperti appassionati come l’inesausto Paolo Lapi.

Non c’è stato, in lei un calo di tensione, ma una crescita esponenziale senza clamore e priva di forzature.

Siamo in una collettività con fini diversificati, e dunque vediamo artisti con obbiettivi vari, uno fra quelli



Biografia



Marina Romiti è nata nel comune di Peccioli. Dimostra interesse per il disegno e la pittura dall’età giovanile, visitando mostre e musei con grande passione. Conclusi gli studi si dedica ad approfondire la materia che la conduce in una nuova dimensione. Vive per due anni a Milano dove conosce il maestro A. Sozzi che l’aiuta a crescere artisticamente, condividendo idee sull’arte della pittura. Inoltre in questi anni si dedica ad approfondire la sua cultura di storia dell’arte con viaggi che la conducono nei grandi musei europei.

La nostalgia per la propria terra la riporta nella sua Toscana che ritiene la regione più bella e amata.

Marina Romiti inizia a partecipare a concorsi, a collettive e ad allestire personali portando avanti i propri progetti di grafica e pittura. Attualmente frequenta lo studio del Maestro Paolo Lapi ed è allieva del Maestro Paolo Grigo’.

 

 

Lodovico Gierut

 

Senza citare un titolo o l’altro, ne guardo così il segno fluido, sovente acquerellato con cromatismi azzurrini o rossastri, giallognoli o con tinteggiature di varie gamme marroni... figure, volti d’uomini e di donne in viaggio, o in sosta, a due a due, a tre a tre, a gruppi, dicono di un raccontare continuo saldato dal dato aggregativo.

Il pensiero si precisa con quel “linguaggio comunicativo” che suggerisce un concetto fortunatamente unibile ad altri; credo che la Nostra voglia rappresentare l’idealità dell’Uomo.

Ecco che con l’arte, con la cosiddetta “moralità dell’arte”, i suoi lavori assumono una vesta educativa, quasi per elevare il pensiero verso la spiritualità.

Non è più il tempo in cui un artista era miticamente su un’isola deserta.

In lei non c’è l’isolamento dell’individualismo, ma un traslocare la propria sensibilità sui vari supporti e vivere attivamente ogni giornata con altri.

Spicca agli occhi una certa eleganza espressa senza ripetizioni figurali, basata sull’essenzialità di un tratto fresco e suadente (...)”.

 

Lodovico Gierut



Esposizioni



PRESENTAZIONE

L’intensità del rapporto tra spazio e figure caratterizza l’opera di Marina Romiti da lungo tempo. Un cromatismo cangiante sostenuto da forti contrappunti in cui il colore crea figure caratterizzate da incisiva sintesi formale è l’elemento linguistico predominante nelle opere a olio o elaborate con tecnica mista su tela. Sono lavori che accompagnano in atmosfere oniriche, silenziose seppur intensamente frequentate. Una buona dose di maestria tecnica sostiene l’artista di fronte a temi e situazioni diverse: dalla natura morta a scorci di paese o a strade affollate. I personaggi si accampano spesso, nella loro indifferenza, su sfondi anonimi, partiture di colore uniforme tese ad avvalorare la plasticità volatile dell’insieme.

Variazioni timbriche, rimandi tonali, vibranti contrasti cromatici animano i suoi quadri: l’impronta realistica si sublima in luminescenti composizioni in cui viene meno ogni riferimento contingente per rimandare a lirismi che sottintendono una delicata sensibilità, una raffinatezza del sentire, un intenso desiderio di liberarsi dai lacci del senso comune. Ne deriva una pittura convincente, tesa a rappresentare squarci di vita, senza addentrarsi nella profondità delle analisi psicologiche o elucubrazioni sociologiche, ma rimanendo nella naturalezza del quotidiano.

Una pittura affidata più alle emozioni che al pensiero, alle suggestioni più che alla spigolosità delle riflessioni. Un andamento ritmico in cui predomina l’armonia del silenzio, invece che il fastidio del chiasso. Anche nelle rappresentazioni più affollate.

Una decisa variante linguistica caratterizza le opere su carta. Si attenua il vivace cromatismo per dar luogo a composizioni caratterizzate da una vibrante gestualità segnica. Il segno costruisce le figure, determina e connota la profondità dello spazio. Predomina di gran lunga la coralità dell’insieme sostenuta da una grafia incisiva, graffiante, che relega i rarefatti tocchi coloristici in un piano decisivamente secondario. Marina Romiti non indugia mai sui particolari, coglie l’essenza, trasforma le sensazioni, le suggestioni, le emozioni in sintesi formale, riecheggiando alcuni stilemi propri di quell’atmosfera culturale in cui si è formata artisticamente. L’artista tratteggia un’umanità indeterminata, coinvolta nel perenne flusso dell’esistenza. Le relazioni tra figure e spazio sono scandite da veloci tratti, talora secchi, altre volte sfrangiati e corposi. Un vibrante dialogo tra se stessa e un mondo di donne e uomini delineati nel loro gruppo, piuttosto che individualità; membri di un insieme solidale, unica vera difesa contro l’isolamento, l’esclusione, la solitudine. Fraternità tra individui e popoli diversi.

La pittura di Marina Romiti, nonostante le apparenze, non può definirsi realista. Per lei il linguaggio pittorico è autonomo: segno e colore, materia e tono hanno una possibilità espressiva autosufficiente, in grado di provare a penetrare nel mistero che sta dietro al vero, per mostrare la sua comunicativa emozionale. Una pittura non astratta e non reale, tesa a stimolare l’immaginazione, a far pensare a ciò che non vediamo. Con le figure e i gruppi la pittrice tende a ricomporre il senso della propria vita, dei propri ricordi, cercando di farne un ritratto che guardi all’universale e mascheri il suo particolare vissuto.

ILARIO LUPERINI

NOTA CRITICA

Conosco Marina Romiti soltanto dal 2007, diversamente da chi ne segue da tanto tempo l’iter espressivo.

La pittrice ha un curriculum professionale che qui non sto ovviamente a rammentare; mi piace subito riflettere sulle doti che l’accompagnano, cioè dire la linearità espressiva, la sensibilità, la comunione con una ricerca portata in essere, nonostante tutto.

Qualcuno dirà “perché nonostante tutto”.

Beh, Marina Romiti appartiene all’universo femminile dove bisogna avere carattere per affermarsi.

La donna artista, infatti è maggiormente caricata di responsabilità mi permetta il pensiero dall’altro universo in cui noi maschi viviamo spesso egoisticamente.

Nella donna c’è la famiglia e il lavoro da insegnante, da operaia e via dicendo, che la carica quasi sempre…ma per fortuna i tempi sono per qualche verso mutati: pensate che il mondo della scultura, della pittura, della fotografia non è stato facile soprattutto nel passato.

Se non vado errato un solo esempio all’istituto d’arte di Pietrasanta le donne hanno potuto accedere solo nel 1961.

Tornando a lei, artista che fa onore a tutte le creative, c’è da notare una costante propensione nel dato tecnico, sia grafico, sia cromatico, come in una ricerca che oggi mi consente o meglio, ci consente di apprezzarne i risultati.

Anche se la seguo da pochi anni, come ho accennato, devo dire che non s’è “adagiata sugli allori”, come si dice, per l’attenzione di bravi addetti ai lavori ed esperti appassionati come l’inesausto Paolo Lapi.

Non c’è stato, in lei un calo di tensione, ma una crescita esponenziale senza clamore e priva di forzature.

Siamo in una collettività con fini diversificati, e dunque vediamo artisti con obbiettivi vari, uno fra quelli

Negli anni i lavori di Marina Romiti si sono definiti sempre di più individuando uno stile personalissimo.

Uno stile dove sia la composizione nel suo insieme che un piccolo dettaglio possono ricondurre agilmente al riconoscimento della sua mano.
Lodovico Gierut

 

I lavori eseguiti su carta hanno un fil rouge che tiene tutto sotto una luce uniforme. La sua infanzia, i suoi genitori, gli amici, i ritratti d’istinto, poeticamente interpretati nei quali rimane solo ciò che di interessante ed emotivamente significativo vi si trova. Esalta i particolari realistici lasciandoci davanti ad un ricordo.

Si valuti in questa prospettiva la ricerca figurativa di una pittrice come Marina Romiti e il carattere antagonistico della sua opera rispetto alla concezione filosofica che conosce come fine dell’azione umana il piacere non solo estetico, del cosiddetto postmodernismo. L’artista propone forme nuove che siano in grado di guardare ai modelli classici, non inseguendo un ideale, ma puntando piuttosto a un’espressione semplificata, asciutta come un affresco, dove il rapporto tra l’anatomia e il paesaggio di sfondo, danno il senso profondo della semplice e più significativa realtà, un effetto cromatico che nasconde e sottende una segreta armonia.

PAOLO GRIGO’



OPERE



in collaborazione con morandi tappeti